C'è un post molto carino sul blog Malpertuis. In un certo senso Elvezio concede spazio (credo anche troppo) a quella che è una frustrazione naturale per chi scrive. Il suo romanzo - dice - è rimasto inconcluso perché
Non posso sfuggire al mio giudizio e io mi dico: fai pena, peggio, sei innocuo, come tantissimi altri, lascia stare la narrativa di questo tipo, con questi moduli e fai altro. Credo che se chiunque avesse l'onesta di essere duro con se stesso e pretendere qualcosa di più, avremmo delle librerie migliori e delle edicole meno sporche.
Elvezio è duro con se stesso, ed è forse questa la ragione per cui lo ammiro di più. Non condivido il suo voler fare di tutta l'erba un fascio perché, almeno per quanto mi riguarda, di nomi del fantastico italiano che apprezzo ne ho un bel po' (da Dimitri a Sclavi, da Arona a Marolla). Resta il fatto che il suo coraggio è molto... professionale. Gli scrittori che sanno infliggersi questo genere di giudizio sono i migliori (Nabokov docet).
Ciò che Elvezio non considera invece, è che il fallimento non risiede nell'aver mollato un (Il?) romanzo a metà. Chi decide di scrivere, di romanzi a metà, iniziati e accantonati, ripresi e poi rimollati, finisce per averne a decine nel cassetto.
No, l'unico motivo che lo ha portato a interrompere il suo manoscritto secondo me è racchiuso unicamente in questa sua piccola affermazione: E Mangiafuoco infatti mi sono sentito, fin dai primi giorni (di stesura ndr).
Il giorno in cui scrivendo un (Il) suo romanzo si sentirà Pinocchio, allora forse lo porterà a termine. Ci lavorerà sopra mesi e mesi, senza mai stufarsi di essere Pinocchio. Forse gli spunterà anche un naso telescopico, la sua pelle diventerà balsa, la sua carne legno. Da lì a voler trovare una Fata Turchina che possa credere in lui, leggendolo e/o pubblicandolo, il passo sarà davvero breve (1).
Pinocchio? by ~Iron-Fox on deviantART
(1) Almeno, così è accaduto per me.
6 Commenti:
Ho letto con interesse quel post e ti dirò che non condivido con lui l'idea del fallimento.
Elvezio è troppo duro nel giudicare ciò che egli stesso crea, ma il punto nodale del discorso secondo me sta altrove.
Cioè nel fatto di aver capito che uno scrive IL romanzo perché DEVE, mentre il blog, i racconti, i saggi, gli davano molta più SODDISFAZIONE.
Cazzo di vita ce n'è una, chi te lo fa fare a passare il tempo libero a fare una cosa che DEVI per chissà quale motivo e non a fare quello che ti PIACE e che, a conti fatti lo sappiamo tutti, ti viene anche molto bene?
Nella vita finiamo così spesso a fare quello che DOBBIAMO, che senso ha buttare le energie anche lì dove dovremmo creare per passione?
Verissimo Matteo. Talmente vero che non mi riesce di aggiungere nulla al tuo commento. Sarebbe inutile.
Quoto totalmente Matteo.
Se una cosa non ci diverte, perché farla?
Scrivere può (deve?) essere una professione, ma non condivido chi paragona la scrittura alla catena di montaggio.
O ti piace farlo (almeno un po'), sennò meglio evitare.
"Se una cosa non ci diverte, perché farla?"
Sospetto tuttavia che per molti di noi, se scrivere diventasse una professione a tempo pieno, il divertimento diminuirebbe parecchio.
Ci sono dei robot che mi chiedono di verificare che io sia io e che sappia digitare una parola scritta tutta storta prima di poter scarabocchiare sul tuo sito, spero quindi di aver dimostrato loro sia che io sono io sia che sta parola storta era difficile da leggere ma alla fine l'ho letta giusta yuppie!
Oh, solo per dire che non è che faccio di tutta l'erba un fascio eh, anche perché la parola fascio a me provoca un filo d'orticaria. Diciamo mazzo.
Ci sono alcuni scrittori che non ricadono in quanto da me affermato, ci mancherebbe anche altro, sia chiaro.
Spero che i maledetti robot verificatori facciano passare questa precisazione, vi prego signori robot!
Grazie per la precisazione Elvezio.
Per quanto riguarda i robot... li odio pure io, ma nel periodo in cui non li avevo a guardia dei commenti mi arrivavano pacchi di pubblicità indorussa generata da non so cosa.
PS: "anche perché la parola fascio a me provoca un filo d'orticaria"...
XD
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