26.1.12

Il mio credo


Dalle lontane e misteriose età del mondo, nelle quali vissero animali strani e singolarissimi; dalle squallide e attristanti collezioni dei patologi e teratologi, dove si conservano gli esempi cadaverici di orrende aberrazioni dal tipo organico normale rispettivo, negli uomini e nelle bstie; dalla serie interminata e splendida delle fantasie, delle immagini e delle creazioni concrete d'artisti e di poeti, di visionari e di rapiti in estasi; dalle gaie e superbe favole e mitologie della Grecia antica, fino alle cupe e spaventose leggende nordiche e scandinave; e dalle categorie di tutte le figure extra-naturali che l'ascetismo, la soperchieria, il culto e la superstizione, la esaltazione o il terrore suggerirono in ogni tempo alle genti ignare ed ai volghi - da tutto questo io dovrei evocare i soggetti, numerosissimi e multiformi, del mio dire.
Mi limiterò a scegliere alcuni dei più istruttivi fra tutti i tipi considerati come mostri, ancorchè talvolta vi si ravvisi elevata e intrinseca bellezza.
Tratto da I Mostri di Luigi Bombicci, libercolo stampato per conto di Nicola Zanichelli in quel di Bologna nell'anno 1884.


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